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Perchè i neonati debbono dormire supini?

Storia

La morte improvvisa di un bimbo piccolissimo è una tragedia per qualsiasi genitore, anche nelle epoche passate, quando la mortalità infantile era altissima a causa della malnutrizione e delle malattie. Lo era anche se un tempo si mettevano al mondo molti bambini, perché ognuno di loro era considerato un dono del cielo da riempire di amore.

La morte improvvisa del lattante con molta probabilità è sempre esistita ma poichè non c'erano conoscenze medico-scientifiche, si pensava fosse dovuta a qualche malattia sconosciuta o a qualche gesto scorretto della mamma durante il sonno oppure alla sua cattiva alimentazione. Tutte circostanze, insomma, che potevano aver contribuito alla nascita di un bimbo debole o scarsamente accudito.

Quando non si trovavano altre spiegazioni, si pensava addirittura a forme di magia nera o di malocchio messe a punto da persone invidiose e che forse non potevano avere bambini. In tempi più recenti e fino a non molti anni fa, si giunse alla convinzione che le cause della morte improvvisa di un bimbo piccolissimo fossero legate a circostanze imprevedibili durante il sonno.

Si iniziò a pensare che il decesso fosse causato da un rigurgito che aveva soffocato il piccolo e da allora si iniziò a suggerire alle mamme di porre i neonati a dormire a pancia in giù, per far defluire il liquido.

Oggi

Una delle ultime certezze dei pediatri a proposito della SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) o sindrome da morte improvvisa del lattante è che il bambino debba dormire supino.

Si è visto infatti che questa posizione ha ridotto dell’1 per mille la prima causa di mortalità infantile. Far dormire i bambini in posizione prona, al contrario, favorirebbe uno scambio gassoso della respirazione tale da provocare delle apnee che sarebbero da collegare alla morte improvvisa. Sono inoltre indagati il caldo eccessivo nella cameretta e l’abitudine al fumo della mamma e, in generale, degli adulti che vengono a contatto con il bambino. Il fumo va assolutamente evitato nella cameretta del piccolo e in generale nella casa in cui vive e andrebbero limitati anche i contatti con il fumo all’aperto.

In mancanza di certezze assolute, è quindi possibile fare qualcosa per proteggere il proprio piccolo da questo rischio che, per fortuna, è un evento raro. La prima misura consiste proprio nel posizionare il neonato, fin verso l’ottavo mese, a dormire a pancia in su.

Tranquille, non corre alcun rischio con un eventuale rigurgito: anche se è piccolissimo, il bimbo è in grado di espellerlo con un colpo di tosse o girare di lato la testolina. Durante il sonno, il piccolo non deve essere eccessivamente vestito e nella stanza ci deve essere una temperatura attorno ai 19 gradi nella stagione fredda e il più gradevole possibile in estate.

Da recenti ricerche, infine, sembra che il ciuccio abbia un effetto protettivo, mantenendo attivo il riflesso della suzione e facilitando la respirazione corretta. L’uso del ciuccio non deve tuttavia far perdere l’abitudine dell’allattamento al seno, considerato anch’esso un fattore di protezione.


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