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Il ritmo circadiano, il regista del sonno
Il termine ritmo circadiano definisce la tendenza naturale dell’organismo all’oscillazione del livello di vigilanza nelle 24 ore. Il sistema dell’alternanza della vigilanza è parte di un complesso apparato regolato da un orologio biologico interno, situato in una regione del cervello chiamata ipotalamo. In questa area, oltre al ciclo sonno-veglia, vengono regolate diverse funzioni biologiche, come la temperatura corporea ed alcune secrezioni ormonali. In condizioni normali la vigilanza presenta un rapido declino nelle ore serali, raggiungendo i livelli più bassi, caratterizzati da una massima propensione al sonno, tra l’1 e le 5 del mattino, orari nei quali infatti di solito si dorme.
Un secondo periodo di abbassamento fisiologico della vigilanza, meno intenso rispetto a quello della notte, compare fra le 14 e le 16. L’abitudine del sonnellino pomeridiano è una espressione di questa tendenza fisiologica all’addormentamento. L’abbassamento fisiologico della vigilanza pomeridiana compare indipendentemente dal pasto consumato ed è particolarmente evidente nei bambini piccoli. I bimbi, inoltre, per via del sistema nervoso ancora immaturo, sono maggiormente soggetti rispetto agli adulti all’abbassamento fisiologico del ritmo di vigilanza. I bambini quindi, possono avere la necessità di riposare, oltre che nel primo pomeriggio, anche a metà mattinata e prima della cena. Inoltre, rispetto agli adulti la sonnolenza notturna si presenta prima, già verso le 21.
Diverso il discorso per le persone adulte, il cui ritmo circadiano subisce un’oscillazione verso il calo della vigilanza nelle ore di buio e nel primo pomeriggio. Un sonnellino in questo orario, se si ha la possibilità, può essere salutare per ricaricarsi di energie, soprattutto se la notte precedente si è dormito poco. Un breve sonnellino permette di recuperare il senso di benessere, migliora la memoria e la capacità di concentrazione a patto che non vengano superati i 15-20 minuti. In caso contrario, al risveglio potrebbe comparire un fenomeno chiamato “inerzia del sonno”, con torpore , rallentamento e scarsa lucidità, dovuto proprio all’alterazione del ritmo circadiano.
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