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Quali e quante sono le analisi da effettuare in gravidanza?
Storia
Non occorre andare troppo indietro nel tempo per scoprire quanto il periodo della gravidanza fosse differente rispetto a oggi. Proviamo a chiedere a qualche signora già nonna e lo scopriremo. Fino a circa quarant'anni fa, la gestazione era uno stato di grazia che, già da solo, parlava del benessere della futura mamma.
Per questo, oltre che per il fatto che le conoscenze scientifiche erano più ristrette rispetto a oggi, le indagini mediche erano limitate e le analisi del sangue prendevano in considerazione solo alcuni macroscopici indicatori. Queste venivano eseguite verso la fine della gestazione, per accertarsi delle condizioni generali di salute della mamma, più che del bambino.
Gli esami erano la glicemia, che misurava la presenza di zuccheri nel sangue, il cui eccesso equivaleva a rischio di diabete. Sempre nel sangue si misurava l'azotemia, la concentrazione dell'azoto che poteva equivalere a cattiva funzionalità renale, quindi a un possibile aumento della pressione sanguigna, una condizione di rischio in prossimità del parto.
L'albumina, infine, una proteina che nelle urine deve essere assente. In caso contrario, la possibilità che il feto sia in stato di sofferenza è elevata.
Oggi
I progressi scientifici permettono di avere notizie sulla gravidanza dal giorno stesso della prima mancanza, ovvero quando si ha il sospetto di essere incinte. Un semplice esame delle urine può essere eseguito a casa propria, il giorno seguente della mancata mestruazione, per scoprire se si è in attesa.
Vengono esaminate sostanze, chiamate B-hCG, prodotte dalle cellule sinciziali della placenta, se il risultato è positivo, devono essere eseguite altre analisi per verificare che la mamma sia nelle condizioni migliori per affrontare la gravidanza.
Gli esami di laboratorio da inserire nella valutazione sono: il gruppo sanguigno, il Rubeo test per accertarsi che la donna abbia già contratto la rosolia (pericolosa per il feto, se presa in gravidanza), il Toxo test per verificare gli anticorpi della toxoplasmosi, il test dell'HIV e il VDRL per accertare l'assenza delle malattie a trasmissione sessuale ed il test per il Citomegalovirus.
Nel corso del primo trimestre si eseguono oltre all'analisi delle urine, il test per l'epatite B, i test di funzionalità epatica, le transaminasi, della glicemia e dell'azotemia per la funzionalità renale. Tra il primo e il secondo trimestre, se è il caso, la donna può decidere di sottoporsi a test genetici come la villocentesi e l'amniocentesi, entrambi consistono in un prelievo di materiale genetico per escludere la presenza di malattie come la sindrome di Down.
Ad ogni trimestre si eseguono, gli esami del sangue e delle urine (e si esegue ogni mese il Toxo test) e si ripetono il test per l'epatite B e per l'HIV.
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