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Perché non posso utilizzare i farmaci in gravidanza?
Storia
In gravidanza il timore che il proprio bimbo possa nascere con qualche malformazione è molto frequente nelle mamme, soprattutto se, per qualsiasi ragione, sono stati assunti dei farmaci. A distanza di oltre 40 anni, è infatti ancora vivo il ricordo di una sostanza, la talidomide, venduta come farmaco da banco per combattere la nausea, perché ritenuta a bassissima tossicità.
Molte donne la assunsero proprio perché alleviava notevolmente le nausee della gravidanza. In quell'epoca, nessuno si poneva il quesito se la sostanza potesse o meno creare inconvenienti nello sviluppo del feto. Invece, proprio a seguito dell'assunzione di questo farmaco, nacquero nel mondo oltre 20.000 bambini, di questi diverse migliaia solo in Europa, affetti da focomelia, una malformazione che provoca uno sviluppo anomalo in lunghezza soprattutto a carico degli arti superiori che restavano molto corti, simili a quelli delle foche.
La malformazione era dovuta proprio alla talidomide. La sostanza fu studiata in modo approfondito e si capì non solo che riusciva a superare la barriera della placenta, ma che causava malformazione al feto e perfino morte perinatale. Si scoprì, insomma, la sua responsabilità: era un farmaco teratogeno.
Oggi
Esperienze come quella della talidomide hanno portato all'introduzione di leggi più severe riguardo alla sperimentazione dei farmaci prima dell'introduzione in commercio. Tuttavia le conoscenze sono ancora relativamente limitate. Le molecole farmacologiche vengono infatti testate su cavie da laboratorio, ma il fatto che su questi animali non causino disturbi, non significa che siano sicuri anche per l'uomo.
Per poter avere informazioni più sicure sarebbe necessario raccogliere dati e informazioni sulla popolazione delle gestanti, attraverso la segnalazione di casi particolari di disturbi o assenza di questi dopo l'assunzione di un particolare farmaco. Si tratterebbe però di una ricerca che richiederebbe molto tempo.
Per il momento, si sa che alcune sostanze possono essere assunte con relativa tranquillità, ma non per questo vanno assunte con leggerezza. Il paracetamolo, per esempio, un antinfiammatorio antipiretico, anche se è considerato a bassa tossicità, deve comunque essere preso solo in caso di reale necessità e dietro parere del ginecologo.
Il periodo più a rischio di teratogenesi, è quello nel quale si verificano le tappe fondamentali della differenziazione e dello sviluppo dei vari organi, tra la terza e l'ottava settimana. L'effetto teratogeno è tanto maggiore quanto più precoce è l'esposizione alla sostanza farmacologica. Dopo la fase dell'organogenesi, lo sviluppo strutturale del bambino non è più in pericolo.
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