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Cos'è il test di Edinburgh e perché deve essere eseguito in gravidanza?

Storia

La depressione post partum è una patologia che solo di recente è stata riconosciuta come tale, cioè come uno stato depressivo serio, conseguente al parto e che incide sul benessere della neo-mamma, sulla sua autostima e sul rapporto con il neonato.

Di depressione post partum si è probabilmente sempre sofferto, avendo riscontrato anche una base ormonale ma, quando non esistevano gli strumenti per riconoscerla si pensava a una “normale” tristezza dovuta alle nuove responsabilità della mamma, alla stanchezza del parto, ai cambiamenti di vita che vanno dall’essere ragazza all’essere madre.

In effetti questi fattori giocano un ruolo importante, ma la patologia non è solo tristezza o stanchezza. La depressione post partum può avere diversi livelli di serietà, che vanno tutti affrontati nel modo appropriato.

Un tempo, invece, il binomio essere mamma-essere depressa sembrava impossibile, perché la gioia della maternità avrebbe dovuto scacciare qualsiasi tipo di malinconia. Per questo c’era la tendenza a minimizzare, a incoraggiare la mamma dicendole di fasi coraggio, di sorridere e di reagire, di pensare al bambino. Frasi sensate per chi le pronuncia ma non di certo per la mamma depressa che le ascolta.


 

Oggi

Della depressione post-partum si sa molto di più: è stata riconosciuta come una patologia che necessita di un intervento specifico, su più fronti e che coinvolge lo psicologo, lo psichiatra e i famigliari della donna, gli operatori tutti insieme, devono intessere una forte, ma discreta rete di supporto alla mamma.

E, poiché oggi si parla di prevenzione come di un fattore essenziale di benessere, anche per la depressione del dopo parto è stato messo a punto il test di Edinburgh in grado di riconoscere se una donna è predisposta alla depressione. Il test viene effettuato in tempi non sospetti, cioè attorno all’ottavo mese, quando il benessere è elevato perché la donna non pensa ancora al parto e alle fatiche della maternità.

Si tratta di un test di auto-valutazione e consiste nel rispondere a dieci domande, è disponibile anche on line. Si tratta di domande solo apparentemente banali, che indagano sulla predisposizione a soffrire di una sottile, ma latente “tristezza” che può trasformarsi in depressione post partum.

Se dopo aver risposto alle domande risulta uno scarto nel punteggio tale da far pensare ad una predisposizione al problema, il ginecologo, lo psicologo e lo psichiatra, possono fornire alla futura mamma gli opportuni strumenti psicoterapeutici e se necessari anche farmacologici, per aiutare a prevenire o almeno a “tamponare” le forme più serie del problema.


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