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Dopo un cesareo, con il secondo bimbo posso partorire per via vaginale?

Storia

La leggenda sostiene che al parto cesareo è stato dato questo appellativo perché sarebbe stato impiegato per far nascere Giulio Cesare, generale e primo Imperatore di Roma. Le cose però non andarono così: il termine cesareo deriva dal verbo latino caedo, traduzione di taglio.

Già all'epoca dell'antica Roma, il taglio cesareo veniva utilizzato per salvare un piccolo in situazioni di emergenza, ad esempio se la mamma era deceduta durante il parto o negli ultimi mesi di gestazione. Il parto cesareo era già utilizzato sulle donne in vita nel mondo arabo, dove la medicina era relativamente sviluppata.

È solo nel 1600 che si iniziò a praticare il cesareo su donne viventi, purtroppo la mortalità dopo l'intervento era altissima, sia per le emorragie legate all'impossibilità di suturare adeguatamente l'utero, sia alle infezioni che si sviluppavano per la mancanza di antibiotici.

La prima donna che sopravvisse a un parto cesareo fu una donna americana, in Virginia, nel 1794. Ancora per molto tempo, però, si fece il possibile per far partorire le donne per via vaginale. E per lungo tempo il taglio fu effettuato in modo rudimentale, seguendo una linea verticale dell'addome.

Oggi

La chirurgia ha fatto delle conquiste inimmaginabili negli ultimi 80 anni, anche il parto cesareo si è giovato dei progressi in medicina. Il taglio sulla parete addominale veniva praticato in verticale lasciando delle cicatrici più che evidenti, oggi si effettua una linea trasversale immediatamente sopra il pube, in questo modo l'incisione si sutura. Con maggiore facilità e la cicatrice è meno visibile.

Questo tipo di incisione non ha il solo scopo estetico ma, soprattutto non va ad indebolire la parete dell'utero, quindi una donna può tranquillamente avere un secondo bambino. Però, in caso di seconda gravidanza, fino a qualche tempo fa, era necessario sottoporsi ad un secondo cesareo. Oggi, con la nuova tecnologia operatoria, il taglio si effettua in modo da rispettare il più possibile la struttura delle fibre muscolari uterine.

Questo significa che l'utero, cicatrizza rispettando la sua fisiologia con il risultato di una maggiore coesione muscolare e funzionale, di fatto sopportando meglio la tensione legata alle contrazioni del travaglio.

Non è quindi detto che, se il primo figlio è nato con il cesareo, un secondo parto non possa avvenire per via naturale. Ci deve essere, naturalmente, il via libera del ginecologo curante, che conosce lo stato di salute di mamma e bambino e devono inoltre essere assenti patologie della gravidanza come diabete o gestosi e ci deve essere una buona proporzione feto-pelvica.


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