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Movimenti fetali nella seconda gravidanza.
Storia
Un tempo le donne lavoravano in un modo decisamente più pesante rispetto a oggi. Il loro posto era nei campi insieme ai loro compagni e non solo, anche in casa, svolgendo ogni tipo di mansione senza il minimo aiuto degli elettrodomestici a disposizione oggi.
La fatica e il lavoro lasciavano davvero poco spazio, soprattutto emotivo, nella vita di una donna, per dar ascolto ai movimenti che produceva il bimbo. Forse, se di allora ci fossero stata lasciate un po' di testimonianze, avremmo potuto sapere come vivevano il movimento dei bambini le donne vissute anni ed anni prima di noi.
Possiamo immaginare che sicuramente dell'emozione ci sia stata e che quei movimenti fossero rassicuranti, perché indicavano che il bambino era vitale e che, quindi, anche la salute della futura mamma era al sicuro. Ma allora i figli erano tanti e, dopo il primo, l'emozione iniziale necessariamente lasciava più spazio alla razionalità del quotidiano e molto meno all'emotività. Ormai il figlio che scalciava nel ventre non era più una novità, ma una sensazione che faceva essere certe che il bambino era vivo e che il parto si avvicinava.
Oggi
La gravidanza si vive, giustamente, come uno stato meraviglioso da godere in ogni momento, inoltre la vita di oggi, decisamente più facile e più comoda, lascia più tempo per vivere pienamente tutte le sue sensazioni. Avvertire i movimenti fetali nella prima gestazione non è semplicissimo, è una sensazione del tutto sconosciuta e può essere scambiata con i movimenti delle bolle di aria nell'intestino. Il così detto frullo d'ali di farfalla o il palpitare del cuore di un uccellino (così viene descritta da moltissime donne) si avverte di solito tra la 20ma e la 22ma settimana nella prima gravidanza.
Nella seconda gestazione, questa sensazione si avverte prima, tra la 17ma e la 19ma settimana e non senza l'emozione di dare nuovamente la vita a una creatura. Questa variabilità si spiega con la conformazione della muscolatura che avvolge l'utero che, dopo essersi distesa e dilatata con la prima gestazione, è diventata più sensibile oltre ad aver conservato una sua memoria sensoriale. Si riesce quindi a riconoscere prima i movimenti del feto, per quanto lievi. In realtà, il feto si muove vigorosamente già alla decima settimana, ma essendo troppo piccolo, non riesce a toccare il corpo muscoloso dell'utero, la percezione del movimento fetale è dovuto alla pressione che il feto stesso con le gambe o le braccia, esercita sulla parete dell'utero
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