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Conosciamo la placenta previa

La placenta, è l’organo che dà inizio e fine alla gravidanza. La sua consistenza è spugnosa, la forma è rotonda ed è  ricca di vasi sanguigni ed è ben ancorata tra le fibre della parete dell’utero. La sua funzione è quella di portare nutrimento ed ossigeno dalla mamma al feto e viceversa.  Solitamente la placenta si inserisce nella parte più in alto dell’utero, in qualche raro caso però, nel rapporto  di uno a duecento, la placenta si colloca nella parte bassa dell’utero. Alla placenta insediata in questo modo anomalo si da il nome di  Placenta Previa.

L’organo temporaneo si può posizionare davanti al canale del parto o nelle sue immediate vicinanze. In base alla localizzazione la placenta viene definita come previa totale, parziale o marginale. I ricercatori non sono ancora riusciti ad individuare il meccanismo che determina il mal posizionamento della placenta. Sono stati individuati alcuni fattori di rischio: la pluriparità, un pregresso cesareo, presenza di fibromi, il fumo e le gravidanze gemellari. L’unico indizio che fa sospettare la presenza dell’anomalo impianto placentare è la presenza di una emorragia più o meno abbondante in assenza di dolore negli ultimi due mesi di gravidanza.  Se, il sanguinamento dovesse avvenire durante il secondo trimestre con il conseguente riscontro di placenta previa, questa potrebbe risolversi spontaneamente con l’aumento delle dimensioni dell’utero. L’emorragia può cessare spontaneamente, è questo un segnale da non sottovalutare e deve essere immediatamente riferito al ginecologo.  

Le ripetute emorragie potrebbero causare anemie non trascurabili. Sarà lo specialista a decidere l’eventuale indagine  strumentale da effettuare  e sarà sempre lo specialista a decidere quale soluzione adottare. Non esistono terapie specifiche per il problema se non il ricovero in ambiente protetto in ospedale per ricevere, se necessario, una trasfusione di sangue per tamponare l’anemia. Quando la placenta previa  è totale ed ostacola totalmente il canale del parto, è necessario intervenire con un cesareo.


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