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Come svezzare il bambino?
Storia
Lo svezzamento un tempo avveniva con quello che si aveva a disposizione.
Il latte materno era l'unica fonte energetica per il bambino, quindi ogni mamma cercava di fare il massimo per dare più a lungo possibile il proprio latte. Il bambino allattato al seno cresceva forte e sano, la donna poi, non doveva fare altro che attaccare il bambino ovunque si trovasse, anche se era nei campi. E se a casa doveva cucire o ricamare, poteva farlo anche con il bimbo sulle spalle, senza smettere di occuparsi delle numerose impellenze quotidiane.
Inoltre, il latte della mamma era ed è a costo zero. Il costo non era un fattore irrilevante in un periodo in cui la povertà e la mancanza di cibo stabilivano le regole. Lo svezzamento si rendeva indispensabile quando il latte materno iniziava a scarseggiare, il bimbo aveva i denti e quando iniziava a staccarsi dalla mamma.
Il passaggio dal latte ai cibi solidi, non era certo un processo attento come quello che si segue oggi: al piccolo venivano offerti da subito gli stessi cibi simili a quelli degli adulti: brodi, zuppe, pane, minestre di legumi, senza nessuna regola da seguire.
Oggi
Il modo ottimale per svezzare il piccolo è quello di seguire la regola dell'introdurre un alimento alla volta. Se si è deciso di non dare più il proprio latte è bene evitare di rifiutare del tutto il seno al bambino, lasciandolo piangere per ore o strofinare i capezzoli con sostanze sgradevoli come aglio o sale, in questo modo si avrà una sola conseguenza: innervosire il piccolo.
Per quanto piccolo, un bambino è pur sempre un essere umano con le sue personali motivazioni psicologiche. Premesso che non esiste una età precisa per disabituare il bambino al sapore del seno, se lui lo richiede e l'allattamento fa piacere alla mamma, si può senz'altro continuare tutto il tempo che si vuole. Se non ci si sente più di farlo ed il piccolo ha compiuto i sei mesi, lo svezzamento può e deve essere iniziato inserendo un alimento alla volta. Generalmente si inizia con del brodo vegetale a base di patata e carota con delle farine di tapioca o crema di riso, questi nutrienti sono dolci e vengono quindi ben accettati dal bambino.
Lo svezzamento programmato dal seno si effettua offrendo il seno per pochi minuti alla volta e solo al termine del pasto, una sorta di premio che arriva per aver mangiato la pappa.
Se però il bambino cerca il seno per avere un più di intimità o per sentirsi rassicurato dal calore del seno della mamma, è bene garantirgli tutta la disponibilità possibile.
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