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Perché è importante allattare i primi giorni subito dopo la nascita?

Un po' di storia

Pensiamo all’epoca delle nostre nonne. Allora la maggior parte delle neo-mamme riusciva ad allattare il proprio neonato al seno.

I casi in cui il latte non veniva erano davvero pochi: tutte le donne, con seno piccolo o abbondante, con qualsiasi forma di capezzolo riusciva a nutrire il proprio bambino.

In effetti, a quell’epoca all’allattamento naturale si dedicava tempo e pazienza, senza arrendersi ai primi fallimenti, aiutandosi con rimedi antichi, ma efficaci, ascoltando i consigli pratici delle parenti che avevano accumulato esperienza.

E, soprattutto, tenendo sempre il bimbo accanto a sé. Il fatto di partorire in casa, sul proprio letto, faceva nascere da subito una stretta simbiosi tra madre e neonato.

In questo modo il piccolo imparava a riconoscere l’odore della madre, a cercarne il capezzolo e a nutrirsi facilmente, come avviene in tutti i mammiferi.

Anche la vicinanza nelle ore notturne (perché mamma e bimbo dividevano lo stesso letto) creava una maggiore conoscenza reciproca, al punto che la poppata diventava un fatto totalmente naturale.

 

Oggi

Le donne partoriscono in ospedale o in clinica, dove il bimbo viene tenuto spesso lontano dalla madre per diverse ore nei primi giorni.

Questo contribuisce a spezzare il rapporto speciale, simbiotico, che si crea tra mamma e neonato.

Nei primi giorni mamma e bambino devono restare il più possibile insieme e il personale dei reparti maternità – dai ginecologi alle ostetriche, ai pediatri-neonatologi – devono favorire questa realtà non solo attraverso la presenza del rooming-in, ma anche con parole, atteggiamenti e consigli che mirino a rafforzare la fiducia della madre nelle proprie capacità.

Frasi come “portiamo il bambino dal neonatologo per un controllo”, “così non lo attacca bene” possono sembrare banali, ma inducono uno stato ansioso nella donna che può minare alla base il rapporto sereno con il figlio.

Le aggiunte di latte formulato che troppo spesso vengono somministrate nelle nursery hanno l’effetto di saziare l’appetito del piccolo che, una volta a contatto del capezzolo, non ha più desiderio o istinto di poppare.

Le poppate frequenti nei primissimi giorni sono essenziali, non solo perché permettono al neonato di assumere colostro, il “primo latte” ricchissimo di anticorpi e vitamine, stimola la lattazione stessa.

La ghiandola mammaria è infatti collegata con l’ipofisi, che produce la prolattina, l’ormone della secrezione lattea. Più il bimbo succhia, più latte viene prodotto.

Per questo motivo è bene non arrendersi alle prime difficoltà, cedendo alla comodità del latte formulato, impacchi caldo umidi, spremitura manuale e i consigli di ostetriche formate aiutano a superare le difficoltà.

Le Consulenti Professionali in Allattamento Materno per i casi speciali saranno determinanti per l’avvio di un allattamento naturale regolare e sereno fin dai primi giorni.


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